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L’accertamento ai fini fiscali dell’effettiva natura dell’attività svolta dall’impresa agricola.

1. L’oggetto dell’indagine. – 2. Sintetico rinvio alla disciplina fiscale, ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA, applicabile in capo all’impresa agricola. – 3. La determinazione della natura dei predetti regimi fiscali. – 4. L’attività di controllo dell’Amministrazione finanziaria sull’effettiva afferenza all’art. 2135 c.c. dell’attività svolta dal contribuente e la ripartizione dell’onere probatorio. – 5. Le preclusioni in danno dell’imprenditore agricolo accertato. – 6. Le possibili incongruenze determinate dal criterio di ripartizione dell’onere probatorio.

1. L’oggetto dell’indagine.Richiamata in sintesi la disciplina fiscale sostanziale, ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA, prevista per l’impresa agricola, s’intende riflettere, da un lato, sui criteri di controllo che l’Amministrazione finanziaria deve adottare onde appurarne la corretta applicazione da parte dei contribuenti interessati; dall’altro lato, sulla ripartizione dell’onere probatorio tra lo stesso ente impositore e l’impresa agricola contribuente. Escludiamo, invece, dalla presente indagine, la valutazione degli effetti sostanziali determinati da un atto di accertamento che disconosce il regime premiale di cui ha beneficiato il contribuente.

2. Sintetico rinvio alla disciplina fiscale, ai fini delle imposte sui redditi e dell’IVA, applicabile in capo all’impresa agricola. Ai fini delle imposte sui redditi l’imprenditore individuale agricolo e la società semplice agricola, nei limiti fissati dall’art. 32 del T.U.I.R., beneficiano della soggezione alla tassazione su base catastale (1).

Quando le attività di cui all’art. 2135 c.c. sono svolte da una società avente forma commerciale, il reddito dalle stesse ritratto viene invece, tout court, qualificato dal legislatore come reddito d’impresa (2) e, dunque, tassato a costi, ricavi e rimanenze effettive.

Nell’ambito di questa cornice generale, da una parte, l’imprenditore individuale e la società semplice agricola beneficiano della quantificazione forfetaria della base imponibile relativa al reddito d’impresa prodotto per il tramite delle attività che non rispettano i limiti indicati nell’art. 32 del T.U.I.R. (v., in merito, gli artt. 56, comma 5 e 56 bis del T.U.I.R.).

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Giuseppe Ferrara (*)

(*) Avvocato del Foro di Firenze