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Italia: la guerra pesa sulla fiducia delle famiglie, poco variato il clima per le imprese

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a cura di Paolo Mameli


ABSTRACT

Le indagini Istat di marzo mostrano i primi effetti della guerra in Medio Oriente sulla fiducia delle famiglie (con un balzo dell’inflazione attesa nei prossimi 12 mesi), a fronte di un clima poco variato per le imprese (con la sola, significativa eccezione delle aziende del commercio al dettaglio).
A nostro avviso, le indagini incorporano solo parzialmente lo shock energetico, e, a meno di una de-escalation del conflitto, il prossimo mese potrebbe essere colpito anche il clima di fiducia delle imprese.
Le attuali previsioni sul PIL italiano dipendono in misura cruciale dall’evoluzione della guerra: nell’ipotesi di proseguimento delle ostilità anche nelle prossime settimane, con riapertura parziale dello Stretto di Hormuz solo attorno alla metà di maggio, la crescita del PIL risulterebbe pari a 0,4% (in uno scenario più favorevole, con normalizzazione dei transiti già da metà aprile, sarebbe sostanzialmente confermata la precedente stima di crescita a 0,8%).

 


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