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Francia INSEE: meno vulnerabile ma non immune

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a cura di Andrea Volpi


ABSTRACT

Le rilevazioni dell’INSEE sulla fiducia di famiglie e imprese suggeriscono che, al momento, le nuove tensioni geopolitiche hanno colpito maggiormente i consumatori rispetto alle imprese.
A marzo, l’indice composito di fiducia economica INSEE è rimasto invariato a 97, al di sotto della media di lungo periodo.
Si osserva un calo del morale manifatturiero a fronte di una stabilizzazione a bassi livelli per i servizi e un miglioramento per costruzioni e commercio al dettaglio.
Il peggioramento della fiducia nell’industria è dovuto soprattutto al volatile comparto degli “altri mezzi di trasporto“, ma anche alcuni settori energivori iniziano a segnalare un deterioramento delle aspettative.
La fiducia dei consumatori, molto sensibile ai listini dei carburanti, è scesa di due punti a 89, con i nuclei familiari che hanno riportato un deciso calo delle aspettative e un brusco aumento dell’inflazione attesa.
Tra le principali economie europee, quella francese è relativamente meno vulnerabile rispetto a Germania e Italia allo shock sui prezzi dell’energia, ma non è comunque immune ai rincari.
Ieri, la Banque de France ha rivisto al ribasso le stime di crescita del PIL a 0,9% nel 2026 e a 0,8% nel 2027.

 


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