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09 Agosto 2019 – nota economica giornaliera

SPAGNA – La produzione industriale ha registrato una crescita di 1,8% a/a in giugno, molto meglio delle attese, ma la variazione mensile è stata comunque negativa (-0,2% m/m). Nel secondo trimestre la produzione industriale è cresciuta di 0,9% t/t, un po’ meno rispetto al 2019(T1), e contribuirà ancora positivamente alla crescita del PIL. Il PMI manifatturiero ha ripreso a calare in luglio, segnalando che la crescita dell’attività industriale, che in Spagna è stata più robusta che in altre economie dell’Eurozona, potrebbe rallentare ancora nel 2019(T3).

CINA – L’inflazione dei prezzi al consumo è salita a 2,8% a/a in luglio, dopo essere rimasta stabile a 2,7% nei precedenti due mesi, spinta ancora al rialzo dall’aumento dei prezzi degli alimentari (+9,1% a/a), in particolare della carne di maiale (+27,7% a/a) sulla cui offerta continuano a pesare gli effetti dell’influenza suina.
L’inflazione al netto di alimentari ed energia è rimasta invece invariata a 1,6% per il terzo mese consecutivo, e quella al netto dei soli alimentari è rallentata fino 1,3%, trainata al ribasso dal calo dei prezzi dell’energia e dei carburanti.
L’inflazione dei prezzi alla produzione è scesa in territorio negativo a luglio (-0,3% a/a) per la prima volta dopo tre anni a causa di un ulteriore caduta dei prezzi delle materie prime, un trend che, se confermato, ritornerà ad influire negativamente sui profitti delle imprese.
L’aumento dei prezzi degli alimentari continuerà a spingere al rialzo la dinamica del CPI totale nei prossimi mesi ma la debolezza dell’inflazione core e di quella alla produzione continuano ad indicare assenza di pressioni al rialzo da domanda, lasciando spazio di manovra alla politica monetaria.

 

COMMENTI:

ITALIADopo molti tentennamenti, la giornata di ieri ha visto una brusca accelerazione nella crisi della coalizione di governo. Dopo un colloquio con il Presidente del Consiglio, il leader della Lega Matteo Salvini con una nota ufficiale ha comunicato che la maggioranza non esiste più e ha invocato nuove elezioni in tempi rapidi.
Successivamente, in una conferenza stampa, usando toni molto duri verso il Ministro dell’Interno, il Premier Giuseppe Conte ha annunciato che la crisi sarà gestita in maniera trasparente attraverso un passaggio parlamentare.
Le Camere saranno dunque convocate, forse già la settimana prossima, e solo in quella sede vi sarà l’ufficializzazione della sfiducia all’esecutivo, cui seguiranno le consultazioni di rito del Presidente della Repubblica.
Una soluzione parlamentare attraverso una maggioranza alternativa appare improbabile, lo scenario che si profila è quello di nuove elezioni, che tuttavia difficilmente potranno avere luogo prima di fine ottobre. Non viene esclusa, però, la possibilità che venga formato un esecutivo di garanzia con il solo scopo di guidare il paese fino al voto.
Il Movimento 5 Stelle si è detto pronto alle elezioni, ma ha chiesto che prima si completi la riforma costituzionale che prevede il taglio dei parlamentari, il che allungherebbe di mesi i tempi della legislatura; Salvini si è già detto contrario, ed è perciò improbabile che la riforma possa essere completata.
Le altre forze politiche si sono dichiarate favorevoli alle elezioni anticipate.
In questo contesto, è atteso oggi a mercati chiusi il pronunciamento di Fitch sul debito italiano(rating attuale BBB con outlook negativo).
I mercati avevano reagito già ieri ai segnali di crisi con un allargamento dei differenziali di 9 pb sulle scadenze corte e di 11-12 sul tratto 5-10 anni, ma il movimento è notevolmente accelerato stamane, con incrementi a due cifre su tutte le scadenze della curva.
In effetti, la prospettiva che si formi dopo il voto una maggioranza di governo di destra guidata dalla Lega crea timori in relazione al fatto che il partito non ha mai abbandonato la propria posizione euroscettica, e che recentemente ha continuato a promuovere manovre di riduzione delle imposte finanziate in deficit.

AREA EURO – Il Bollettino Economico della BCE attribuisce la debolezza dell’inflazione sottostante alla riduzione del divario fra inflazione dei servizi e inflazione dei beni, a sua volta spiegato da una dinamica salariale più debole rispetto al passato, che ha portato a una riduzione del costo di produzione, e alla dinamica più moderata dei prezzi amministrati.
Quasi quattro quinti del calo dell’inflazione misurata sull’indice senza alimentari freschi ed energia è spiegato dai servizi.
In un’altra sezione del rapporto, la BCE nota che Germania e Olanda eccedono il proprio obiettivo fiscale di medio termine rispettivamente per 1,5 e 1,1% del PIL, il che consentirebbe loro di procedere a un allentamento fiscale significativo nel totale rispetto delle regole fiscali.
Al contrario, Spagna, Italia e Francia presentano divari di segno opposto molto ampi (rispettivamente -2,9, -2,4 e -2,2% del PIL).
La BCE nota anche che il miglioramento degli ultimi anni tende a sovrastimare gli sforzi effettivamente intrapresi, in quanto una parte del miglioramento deriva dalla riduzione della spesa per interessi.
La BCE scrive che dovrebbe essere messa più enfasi sull’aggiustamento strutturale nell’ottica di promuovere la costituzione di buffer fiscali anticiclici e che la riforma della procedura contro i disavanzi eccessivi dovrebbe rafforzare il ruolo del rapporto debito/PIL .

GIAPPONE – I dati sul PIL giapponese hanno mostrato un rallentamento inferiore alle attese, ma viene confermato il contributo negativo del canale estero: al di là del breve lo yen potrebbe tornare a indebolirsi.

 

Moderata attenuazione delle pressioni ribassiste sul dollaro, con i mercati che spostano l’attenzione su altri temi.

L’euro ha chiuso la giornata di ieri in moderato calo sull’inasprirsi della crisi di governo italiana.

La sterlina si è indebolita ancora ieri, penalizzata dalla notizia diffusa dal Financial Times secondo la quale il primo ministro Boris Johnson avrebbe dichiarato che in caso di voto di sfiducia da parte del Parlamento si andrebbe a nuove elezioni il giorno immediatamente successivo all’uscita del Regno Unito dall’UE.
Un test importante per misurare la vulnerabilità della valuta britannica si potrà avere questa mattina in occasione della pubblicazione dei dati di PIL.

 

PREVISIONI:

ITALIA – La stima finale dei prezzi al consumo a luglio dovrebbe confermare la prima lettura, con un’inflazione in calo a 0,5% a/a sull’indice nazionale e a 0,4% sull’armonizzato. In prospettiva, riteniamo che il trend di calo dell’inflazione sia pressoché esaurito: a partire da fine estate si dovrebbe vedere una sia pur lenta risalita. In ogni caso, a nostro avviso l’inflazione tornerà sopra l’1% solo nel corso del 2020

FRANCIA – La produzione industriale è vista invariata a giugno dopo il forte aumento di maggio (+2,1% m/m). La variazione annua passerebbe a 2,9% da 4,0%. Il trimestre chiuderebbe con un aumento di 0,2% t/t, stesso ritmo del primo.

STATI UNITI – Il PPI a luglio è previsto in rialzo di 0,2% m/m dopo +0,1% m/m. Anche l’indice core dovrebbe aumentare di 0,2% m/m, con segnali di continua moderazione delle pressioni inflazionistiche.