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BCE obbligata dai dati ad annunciare nuove misure di stimolo

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a cura di Luca Mezzomo


ABSTRACT

La riunione del FOMC dovrebbe dare l’avvio a una nuova fase di aumento di stimolo monetario a scopo preventivo. La nostra previsione è che l’intervallo obiettivo per il tasso dei Fed funds venga ridotto di 25pb, e portato a 2-2,25%. La decisione potrebbe avere due dissensi, in direzione opposta, con un possibile voto per un taglio di 50pb (Evans) e uno per tassi fermi (George). La probabilità attribuita dal mercato a un intervento di 50pb la settimana scorsa era aumentata, ma riteniamo che il consenso nel FOMC al momento non sia posizionato su un’azione aggressiva.
Il comunicato e la conferenza stampa di Powell dovrebbero sottolineare che la valutazione dello scenario resta positiva, con l’economia in crescita sopra il potenziale e il mercato del lavoro al pieno impiego. Il taglio dei tassi, peraltro già preannunciato, dovrebbe esser giustificato su due fronti. Da un lato, l’intervento è mirato ad agire in modo preventivo a fronte di rischi legati alle tensioni commerciali e alla domanda globale debole. Dall’altro, il persistente undershooting dell’inflazione rispetto all’obiettivo simmetrico del 2% dovrebbe fornire un secondo motivo per l’espansione dello stimolo monetario.
Se un taglio a luglio è quasi una certezza, il sentiero successivo dovrà essere convalidato dal comunicato e dalla conferenza stampa di Powell, in assenza di aggiornamenti del grafico a punti.
Le parole chiave per le previsioni sono quelle usate da Powell nelle audizioni in Congresso: se verrà riaffermato che i rischi legati alle tensioni commerciali e alla domanda mondiale debole “continuano a pesare sullo scenario”, la porta sarà aperta a ulteriore stimolo, con l’aspettativa di un altro taglio di 25pb alla riunione di settembre.
Da giugno in poi, l’introduzione di nuovo stimolo monetario non sembra essere stata condizionata a dati economici e/o eventi politici. Anche un secondo taglio potrebbe avere la stessa mancanza di condizionalità. Tuttavia, un accumularsi di dati positivi e di riduzione dell’incertezza di policy (per esempio l’accordo bipartisan su limite del debito e spesa discrezionale 2020-21) potrebbe cambiare le carte in tavola per settembre. Su questo punto Powell potrebbe dare qualche segnale di incertezza riguardo alle indicazioni per settembre.
Successivamente, in ogni caso, a nostro avviso sarà difficile che la Fed continui a convalidare le aspettative di mercato (quattro tagli entro fine 2020) in assenza di un reale deterioramento dello scenario. Il messaggio potrebbe essere rimandato a inizio settembre, con maggiori informazioni sulla politica fiscale e sui dazi.
La nostra previsione resta per ora di due tagli nel 2019-20, con rischi opposti rispetto alle aspettative di mercato, cioè con la possibilità che il taglio atteso per settembre non si materializzi.

La riunione del Consiglio Direttivo BCE del 12 settembre si preannuncia molto delicata.

I dati economici non hanno fornito alcuna evidenza di quel miglioramento significativo che sarebbe stato necessario per evitare nuove misure di stimolo. Riteniamo probabili nuove limature delle previsioni ufficiali di crescita e inflazione, ora più alte delle nostre e del consenso. Quindi, non c’è dubbio che dovranno essere annunciate nuove misure. Ma quali?

I verbali della riunione di luglio hanno rafforzato le attese di un pacchetto di misure che includa sia tagli dei tassi ufficiali (del depo rate, non del refi), sia la ripresa degli acquisti netti dell’APP. I vertici della BCE non hanno fatto nulla per smentire tali attese, il che suggerisce che sono piuttosto fondate.

Un taglio dei tassi anche di 20pb non dovrebbe incontrare grande opposizione. Né ci dovrebbe essere troppa resistenza a confermare uneasing bias sui tassi, magari potenziato dalla prospettiva di misure di mitigazione del costo delle riserve.

Tuttavia, riprendere gli acquisti senza che vi sia una minaccia di deflazione, e con l’economia ancora in crescita, rappresenta un rilevante cambiamento della strategia di politica monetaria, e operato alla scadenza del mandato del presidente. Alcune voci critiche si sono alzate a fine agosto, ma non è chiaro quanto siano condivise nel Consiglio.

Qualora sia necessario raggiungere un compromesso, la ripresa degli acquisti netti potrebbe essere rinviata e resa condizionale ai dati, magari potenziando il taglio dei tassi.

A fronte dell’attivismo della BCE, monta anche in Europa lo scetticismo riguardo l’efficacia della politica monetaria nel controllare l’inflazione.


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