FOMC: inversione di rotta per la Fed?
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a cura di Mario Di Marcantonio e Paolo Mameli
ABSTRACT
Il primo FOMC presieduto da Kevin Warsh si è concluso come atteso con tassi invariati e decisione unanime, ma con un messaggio più hawkish del previsto.
Il comunicato è molto più breve dei precedenti e rimuove easing bias e forward guidance.
Le SEP vedono una revisione al rialzo molto ampia sulle stime di inflazione, e proiezioni sui tassi coerenti con un rialzo quest’anno e una ripresa del ciclo di allentamento a partire dal 2027; Warsh non ha presentato le proprie proiezioni.
Pensiamo che un rialzo dei tassi entro fine anno non possa essere escluso ma che la direzione di medio termine resti quella di un (lieve) allentamento.
Riteniamo, anche sulla scia del veloce rientro in corso delle quotazioni del petrolio, che il calo dell’inflazione dagli attuali picchi possa essere più rapido di quanto incluso nelle SEP.
Pertanto, manteniamo uno scenario centrale con tassi fermi quest’anno, e spostiamo in avanti il timing della prossima riduzione dei tassi da marzo a giugno 2027, quando il calo dell’inflazione diventerà più evidente (pensiamo poi che nel lungo termine il punto di arrivo dei tassi possa essere quello stimato dalla Fed ovvero 3-3,25%).
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