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12 Febbraio 2019 – nota economica giornaliera

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REGNO UNITO – Oggi la premier Theresa May terrà un discorso su Brexit al parlamento.
Si prevede che May chieda di attendere altre due settimane prima di valutare se riproporre al voto l’accordo già siglato con l’UE, o suggerire altri passi mediante una mozione emendabile dal parlamento. Il prossimo voto è quindi atteso il 27 febbraio.

STATI UNITI – I leader del comitato bipartisan che conduce i negoziati sulle leggi di spesa in scadenza il 15 febbraio hanno detto di aver trovato un accordo di massima per evitare un secondo shutdown. Il compromesso includerebbe 1,38 mld di fondi per “barriere fisiche” su 55 miglia di confine con il Messico, meno dei 5,7 mld richiesti da Trump, e non concede ai democratici limiti sul numero di letti nei centri di detenzione degli immigrati irregolari. Le modifiche e l’estensione delle leggi che hanno causato lo shutdown darebbero copertura di spesa alle agenzie interessate fino a fine settembre, quando anche le altre leggi di spesa sono in scadenza.

USA – Bowman (Board Fed) ha detto che con l’inflazione vicina all’obiettivo e l’occupazione sempre in crescita solida, a suo avviso la stance attuale della politica monetaria è appropriata.

 

Ieri la chiusura per festività della borsa giapponese ha ridotti gli scambi, facilitando l’ennesima ascesa dell’indice del dollaro che ieri si è rafforzato nuovamente (0,4%) toccando un massimo da Natale scorso.

L’ascesa del biglietto verde ha spinto il cambio con l’euro fino a 1,1285 (-0,4%), toccando qui un minimo da novembre scorso, mantenendo un trend che sembra diretto in direzione di 1,1200.

La sterlina perde in un solo giorno (-0,6%) più di quanto guadagnato la scorsa settimana, tornado a scambiare contro dollaro a 1,2870, complice l’ennesima situazione di stallo in cui si trova il dossier Brexit.
Contro euro il cedimento è stato più contenuto (-0,2%) a conferma che il biglietto verde rimane l’unico attore in questa momento sui mercati valutari.

La festa nazionale nipponica non aiuta lo yen, che ieri ha aperto la settimana in debolezza cedendo contro dollaro lo 0,6% e portandosi a 110,65. Già stamattina, all’apertura delle piazze asiatiche, il trend si sta però invertendo.

Il franco svizzero ha visto ieri un rapidissimo flash crash che, complici i volumi ridotti, ha portato il cross USDCHF a 1,0080 (+0,8%) per poi altrettanto rapidamente ritornare sul livello precedente (la stessa dinamica si è vista per EURCHF).

 

MARKET MOVERs:

SVEZIA – Oggi inizia la riunione della Riksbank che si concluderà domani con l’annuncio del tasso di riferimento, che si prevede stabile a -0,250%.

Da seguire i discorsi di Powell (FED), Weidmann (BCE) e Nowotny (BCE) che forniranno il pretesto ai movimenti visto che l’agenda dati è vuota.



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