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STEFANO MASINI E ALDO NATALINI, Tutela penale del patrimonio agroalimentare (legge 21 aprile 2026, n. 75), Cacucci Editore, 2026, pp. 221

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STEFANO MASINI E ALDO NATALINI, Tutela penale del patrimonio agroalimentare (legge 21 aprile 2026, n. 75), Cacucci Editore, 2026, pp. 221

La legge 21 aprile 2026, n. 75 Disposizioni sanzionatorie a tutela dei prodotti alimentari italiani, introduce una significativa riforma del codice penale del 1930, preso atto del mutamento dell’ordine economico e sociale attraverso il riconoscimento del nuovo bene giuridico – qual è il patrimonio alimentare – alla cui tutela risulta preordinata l’istituzione di un apposito Capo. Il modello criminologico di riferimento è ampliato rispetto a quello della tradizionale frode in commercio, sotto il profilo soggettivo e oggettivo, facendo perno sulla figura del consumatore anche riguardo alla potenzialità ingannatoria di indicazioni e segni. Vengono in gioco specialmente condotte realizzate in modo organizzato e continuato, così da formalizzare l’aggravante di agropirateria; mentre risulta integrato il catalogo dei reati presupposto con particolare riferimento alla contraffazione delle indicazioni geografiche. Si ha riguardo, infatti, a forme di criminalità d’impresa, tanto che la tecnica sanzionatoria è volta a prevedere forme di deterrenza non simboliche e destinate ad incidere con un articolato arsenale di penalizzazioni sull’attività dell’operatore alimentare e sul patrimonio. Notevole è, ancora, la ricostruzione degli illeciti punitivi condotta secondo lo schema del doppio binario che, da un lato, determina un processo di maggiore articolazione e differenziazione delle fattispecie descritte e, dall’altro lato, richiede una oggettiva osservanza al principio dell’unico procedimento. È difficile negare la razionalità di una scelta legislativa complessa e completata da un ulteriore corredo di modifiche alla legislazione penale processuale, se bene non possano nascondersi lacune ed imperfezioni relative ad uno schema che si pone in indubbia continuità con i lavori della Commissione Caselli, a suo tempo, capace di consentire l’emersione dell’impegno di contrasto, da parte dello Stato, delle nuove forme di criminalità economica nel settore agroalimentare, al di là della tutela della salute pubblica. Il volume è arricchito da una Prefazione di Giam Carlo Caselli, uno studio di Massimo Donini, una Postfazione di Cristiano Cupelli e le Linee guida allegate allo Schema di disegno di legge predisposto dalla Commissione Caselli.