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Weekly Economic Monitor

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2 Ottobre 2026


Il punto

I dati sull’inflazione di settembre nell’Eurozona confermano che lo shock energetico si sta riflettendo sensibilmente sui prezzi al dettaglio dell’energia, ma anche che gli effetti sul resto del paniere restano contenuti.
Negli Stati Uniti, l’employment report di settembre ha deluso le attese, e la revisione dei dati sul deflatore dei consumi restituisce un quadro inflattivo un po’ meno preoccupante.
Nel complesso, i dati diffusi questa settimana su entrambe le sponde dell’Atlantico ci sembrano coerenti con una possibile pausa da parte sia della Banca Centrale Europea che della Federal Reserve nelle rispettive riunioni di questo mese.
Manteniamo però l’idea che il persistere dello shock energetico possa giustificare un nuovo rialzo dei tassi da parte di entrambe le banche centrali a dicembre.

 


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