Fed: una pausa “accomodante”, per ora
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a cura di Mario Di Marcantonio e Paolo Mameli
ABSTRACT
Le modifiche al comunicato e i toni della conferenza stampa sono meno accomodanti rispetto a dicembre, senza però segnalare un netto cambio di regime.
I due voti dissenzienti indicano che l’orientamento della Fed resta inclinato verso ulteriori riduzioni, ma la politica monetaria è ormai vicina alla neutralità e pertanto l’asticella per vedere nuovi tagli sembra essersi alzata.
A nostro avviso, quanto emerso è coerente con una Fed in modalità “wait and see” almeno ancora per un paio di riunioni.
Tuttavia, la forza dell’economia non sembra tale da aver convinto la Fed a giudicare concluso il ciclo di allentamento monetario.
Ulteriori riduzioni dei tassi appaiono possibili da giugno in poi se l’impatto dei dazi sull’inflazione dei beni cominciasse a venire meno a partire dalla primavera (e nel caso in cui prosegua la disinflazione nei servizi), a meno di una riaccelerazione del mercato del lavoro.
Ad oggi il nostro scenario centrale resta coerente con due nuovi tagli dei tassi a partire da giugno (dopo la nomina del nuovo governatore).
Tuttavia, sono in aumento i rischi che la pausa Fed possa risultare più prolungata.
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