26 Giugno 2026 – nota economica
FOREX FLASH
a cura di Intesa Sanpaolo
Sterlina in bilico tra BoE attendista e incognita Burnham
· Il dollaro statunitense ha registrato un leggero calo in chiusura di settimana ma rimane sulla buona strada per chiudere il mese migliore dal luglio 2025, con un aumento di circa il 2,5% rispetto a un paniere delle principali valute.
Il cross EUR/USD si attesta a 1,1397, in calo rispetto a 1,1628 di un mese fa (?2,0%), mentre il cross GBP/USD è sceso a 1,3208 da 1,3445 (?1,8%).
L’USD/JPY è salito a 161,54, con lo yen che viene scambiato in una “zona di pericolo di intervento” molto seguita, vicina al suo livello più basso dal 1986.
I dati sull’inflazione PCE USA sono risultati in linea con le aspettative e hanno innescato alcune prese di profitto sul dollaro, sebbene i differenziali di tasso continuino a guidare la tendenza generale.
· Il tema dominante nel breve termine resta la politica restrittiva della Fed contro le dinamiche disinflazionistiche del petrolio.
Se il prezzo del petrolio continuasse a scendere e i dati sull’inflazione si indebolissero, il rally del dollaro potrebbe arrestarsi.
Al contrario, un dato elevato sui nuovi posti di lavoro (NFP) o un indice dei prezzi al consumo (CPI) dell’Eurozona superiore alle attese potrebbero riaccendere la volatilità legata ai tassi di interesse e spingere il DXY su nuovi massimi.
· Il mercato forex si sta spostando da un regime dominato dalla volatilità dei prezzi energetici a uno guidato dalle divergenze nelle politiche delle banche centrali e dai flussi di capitale legati all’innovazione tecnologica dell’IA.
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