FOMC: la Fed mantiene la rotta (per ora)
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a cura di Mario Di Marcantonio
ABSTRACT
La riunione del FOMC che si terrà tra oggi e domani dovrebbe concludersi con tassi invariati nell’intervallo 3,50-3,75%.
I dati inferiori alle attese di giugno su occupazione e inflazione hanno indebolito le motivazioni per un rialzo immediato, senza tuttavia riaprire il dibattito sui tagli.
Warsh ha invitato a non attribuire eccessivo peso all’ultima rilevazione sui prezzi, ribadendo che la Fed non tollererà un’inflazione persistentemente elevata e monitorerà il grado di propagazione degli shock da dazi ed energia al resto del paniere.
Il flusso dei discorsi recenti conferma che il Comitato è spaccato ma che l’impostazione hawkish prevale su quella dovish: non si può escludere che la riunione possa registrare un dissenso esplicito a favore di un rialzo dei tassi (la maggiore candidata in tal senso è Logan).
Il wording della Fed dovrebbe mantenere il riferimento all’elevata incertezza, confermando che le decisioni saranno prese riunione per riunione senza che la banca centrale fornisca un indirizzo esplicito sulla direzione delle prossime mosse sui tassi.
Al momento, il nostro scenario centrale resta quello di tassi invariati sino a fine anno, ma l’escalation del conflitto in Medio Oriente potrebbe fornire nuovi argomenti agli esponenti più preoccupati per i rischi inflattivi.
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