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Sulla natura dei consorzi di bonifica. De re minima

Il presente lavoro nasce dalla consapevolezza che l’ormai vetusto processo di entificazione delle funzioni amministrative abbia esaurito il suo sforzo primordiale, necessitando, l’organizzazione della Pubblica amministrazione, di una nuova configurazione ed architettura attraverso forme e modelli di governo delle funzioni snelli ed efficienti.

Muovendo anzitutto da una attenta ricostruzione dell’evoluzione storicogiuridica del fenomeno della bonifica, da un articolato reticolo di leggi statali e regionali (in particolare la legge della Regione Campania in tema di riordino delle norme in materia di bonifica integrale) e dalla complessa ontologia dei rapporti tra Stato ed enti periferici, si vuole di seguito approfondire la discussa configurazione del consorzio di bonifica quale ente avente duplice natura pubblico-privata con riflessi sul principio di separazione dei poteri tra organi elettivi ed apparato amministrativo, a partire dall’erronea consapevolezza della giurisprudenza amministrativa del T.A.R. di Salerno che qualifica i consorzi come enti pubblici economici, aderendo invero alla opzione ermeneutica maggioritaria in dottrina che assegna al Presidente il ruolo di soggetto politico ed al contempo di membro della Commissione per le gare di appalto del consorzio, così rompendo il muro della separazione netta tra indirizzo ed attività di gestione.

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Pietro Mancini